csoa TEMPO ROSSO

November 10, 2008

CHIAIANO…NON UNA DISCARICA, MA UN SITO DA BONIFICARE!!!

Filed under: ambiente — temporosso @ 1:53 pm

Image Hosting by PictureTrail.com

In barba ai sodaggi rassicuranti di mesi fa , a dispetto di quanti dichiaravano che mancavano pochi giorni per l’apertura della discarica a cupa del cane, inaspettatamente, forse, viene a galla la tragica realtà di un’area violentata per decenni: c’è amianto dappertutto!!!
_________________________________________________________________________________

“Il video denuncia sulla gestione operata dal Commissario Bertolaso e dai militari dei rifiuti speciali trovati nella cava di Chiaiano dove vogliono fare la discarica ”
(il gen. Giannini in intervista ha parlato di diecimila tonnellate di amianto!!).”

Questi sono i link delle due parti di video. Sono vari spezzoni di riprese effettuate da un punto alto in cui è visibile la cava (militarizzata e quindi inaccessibile), in alcune giornate a partiredal 20 ottobre. Quindi ben prima che Bertolaso chiamasse il NOE dei carabinieri il 29 ottobre, dopo che era stato già notificato in procura anche un nostro esposto.
Nel video si vedono militari con le maschere antigas e operai senza, si vede scavare una vasca impermeabilizzata e interrarci terreno misto con rifiuti speciali, si vede coprire e appianare questa vasca come se il materiale movimentato dovesse restare lì per sempre.

VIDEO 1: http://it.youtube.com/watch?v=VYCs3SnD9VQ

VIDEO 2: http://it.youtube.com/watch?v=PAreg9Asqyc

Per la cronologia dei fatti, la comprensione del video, le denunce, le osservazioni e le rivendicazioni del comitato è fondamentale leggere prima il breve PRO MEMORIA preparato dal comitato:

http://napoli.indymedia.org/node/6092

October 21, 2008

LA GRANDE ABBUFFATA!!!

Filed under: ambiente — temporosso @ 2:13 pm

Image Hosting by PictureTrail.com

Dopo sei lunghi anni la Centrale termoelettrica di Sparanise torna alla ribalta delle cronache nazionali, mentre nell’Agro Caleno si continua a non parlarne. Non è passato per la testa a Salvatore Piccolo (FI), sindaco di Sparanise, di commentare le gravissime notizie che circolano sulla stampa (a partire dal noto settimanale “L’Espresso”) su quella speculazione politico-affaristica che, insieme ai comitati, abbiamo denunciato fin dall’inizio di questa vicenda surreale. Surreale perché quello che è successo dopo la sconfitta dei movimenti ambientalisti che si battevano contro la Centrale, fortemente voluta dall’ex-sindaco Antonio Merola (anch’egli forzitaliota), è stato addirittura peggiore di quanto i comitati avevano previsto. Non avevamo previsto, ad esempio, che oltre al danno ambientale avremmo dovuto subire la beffa dei morti sul cantiere della Calenia, che nessuno ha controllato, e degli infortuni gravi subiti dai lavoratori. Né ci saremmo aspettati una tale spregiudicatezza, che solo chi è certo di restare sempre e comunque impunito può avere, nell’assumere a tempo pieno nella Centrale solo parenti e amici “stretti” di politici ed amministratori. Così come siamo stati ingenui nel ritenere che, almeno una volta nella sua vita, Amilcare Nozzolillo (Rifondazione Comunista) sarebbe stato coerente con se stesso e avrebbe evitato gli equilibrismi da voltagabbana che lo hanno portato a presenziare all’inaugurazione della Centrale termoelettrica che fino a poco tempo prima aveva finto di osteggiare. Il danno all’ambiente ed alla salute è certo e lo pagheremo tutti, ma dal punto di vista economico chi è che guadagna sulla nostra pelle? Cerchiamo di scoprirlo: la storia della centrale elettrica di Sparanise inizia nel 1999 «quando una società anonima con sede a Roma e capitali campani, la Scr, compra per 2,2 milioni di euro i terreni dell’area industriale ex Pozzi dalla Sai. Una parte di quei terreni sarà venduta subito all’Immobiliare 6C dei Cosentino (i familiari di Nicola, coordinatore regionale di Forza Italia e sottosegretario all’economia, indicato da cinque pentiti come organico al clan dei casalesi) al prezzo di costo (310 milioni di lire) e questo farebbe pensare che Scr sia legata alla famiglia Cosentino. Nel marzo 2001 la municipalizzata di Imola, Ami, sigla un contratto per comprare a un prezzo molto più elevato le aree rimaste a Scr, ma a una condizione: pagherà solo se le autorità permetteranno di realizzare la centrale su quei suoli». Ed ecco che entra in scena Antonio Merola, sindaco di Sparanise che “ama la sua terra” e da il via libera alla Centrale «rendendo felici sia la Ami (ora fusa in Hera) che la Scr. Il pacchetto di terreni e autorizzazioni viene messo sul mercato nel 2004 da Scr e Hera. Compra tutto il gruppo svizzero Egl. Scr incassa 9,3 milioni, più altri 1,2 per il diritto di superficie, più una partecipazione che vale il 5 per cento degli utili prodotti dall’energia di Sparanise». Scr si fa rappresentare nel consiglio di Hera Comm Med da Giovanni Cosentino. Sappiamo, quindi, quanto ha guadagnato la famiglia Cosentino: 10 milioni di euro in un sol colpo con la vendita dei terreni dell’area e si è garantita un flusso di un milione di euro all’anno. Il tutto grazie alla scelta del Comune di Sparanise di far sorgere lì la centrale. Così come conosciamo il motivo per cui tutto l’apparato di Forza Italia, Merola in testa, ha fatto il diavolo a quattro per edificare la Centrale, fregandosene della nostra salute e del danno ambientale inevitabile. Quello che ancora non sappiamo è quanto ha guadagnato Merola o l’assessore Izzo o Salvatore Piccolo (all’epoca vice-sindaco), anche se deve essere stato abbastanza visto che di fatto stanno sollevando la Calenia Energia da qualsiasi obbligo nei confronti del Comune di Sparanise (vedi la vicenda della convenzione tra Calenia e Comune). Questa è solo una piccola parte della vicenda legata alla Centrale Termoelettrica di Sparanise, molto altro si potrebbe aggiungere al riguardo, lo faremo nei prossimi giorni. Per ora, riteniamo che i tempi siano ormai maturi per una ripresa della lotta contro la Calenia Energia ed i suoi rappresentanti politici, sia di destra che di sinistra. Per questo chiediamo:

 Dimissioni immediate di Nicola Cosentino da ogni incarico istituzionale.
 Dimissioni immediate dell’amministrazione Piccolo.
Inoltre, invitiamo il Partito della Rifondazione Comunista a fare luce sul ruolo del consigliere provinicale Nozzolillo sulla vicenda relativa alla Centrale Termoelettrica di Sparanise

October 1, 2008

UNA DISCARICA ABUSIVA A RAVISCANINA…

Filed under: ambiente — temporosso @ 11:46 pm

Alto Casertano - Apprendiamo con sconcerto la notizia del “ritrovamento”di una mega-discarica abusiva in località “Le Vaglie” nel comune di Raviscanina, in provincia di Caserta. La notizia, diffusa dal portale Alto Casertano Matese & Dintorni (http://altocasertano.wordpress.com), lancia una ulteriore ombra non solo sulle istituzioni casertane, che continuano a favorire l’irrimediabile devastazione del territorio ad opera della criminalità, ma anche sulle sorti del Parco Regionale del Matese. Il territorio del Comune di Raviscanina è, infatti, parte integrante del Parco ed il sindaco Ermanno Masiello è consigliere delegato presso la Comunità Montana Zona del Matese dal 28/04/2008. Il Parco Regionale, soprattutto per il suo versante casertano, più che costituire una prospettiva di tutela ambientale e di miglioramento delle condizioni di vita delle comunità interessate, è divenuto terreno di speculazione per amministratori e affaristi senza scrupoli. Molti ricordano l’arresto e la detenzione del sindaco di Castello del Matese Antonio Montone al centro di una inchiesta per la costruzione di una mega struttura edilizia nei pressi di “Miralago”, nel cuore del Parco, e molti rimasero sbigottiti quando inchieste giudiziarie rivelarono il tentativo, che coinvolgeva l’ex presidente della comunità montana del “Matese” Pasquale Missere, di trasformare un capannone della comunità montana in un centro benessere privato (operazione “Miletto”, la piscina era in fase avanzata di completamento). Il ritrovamento della mega-discarica abusiva di Raviscanina e questi esempi di malaffare la dicono lunga sulle modalità attraverso le quali rappresentanti delle istituzioni e famelici affaristi intendono gestire il nostro, già martoriato, territorio. In particolare, ci chiediamo come sia stato possibile che i carabinieri della stazione di Ailano e tutti gli organi istituzionali preposti alla tutela dell’ambiente non si siano accorti della presenza, vistosissima, di una discarica abusiva di tali dimensioni, sebbene la stessa opposizione consiliare al comune di Raviscanina abbia denunciato, per la verità in maniera alquanto blanda, la cosa. Inoltre la discarica in questione è stata più volte data alle fiamme, causando l’irrimediabile contaminazione dell’area circostante e delle coltivazioni limitrofe (che andrebbero poste immediatamente sotto sequestro onde evitare che i prodotti ivi coltivati finiscano sulle nostre tavole). Nonostante ciò, nemmeno i Vigili del Fuoco hanno ritenuto di dover intervenire e il tentativo di domare le fiamme è avvenuto ad opera di un coltivatore per mezzo di un’autobotte privata.

A fronte di una situazione del genere facciamo appello ai cittadini e alla società civile tutta, affinché reagisca a questo stato di cose, senza aspettare che amministratori e governanti sempre più indifferenti risolvano i problemi che attanagliano la nostra terra. Il sindaco di Raviscanina Masiello e tutti i responsabili di questo disastro non si aspettino che quanto denunciato cada nel vuoto, non si aspettino di farla franca tutti coloro che, quotidianamente, ci avvelenano in nome dei propri sporchi interessi. Per quanto ci riguarda siamo pronti a mobilitarci in difesa delle popolazioni colpite e a fare di tutto affinché emergano tutte le responsabilità politiche, giudiziarie e morali di questa odiosa e sporca vicenda.

c.s.o.a. Tempo Rosso – Rete dal Basso
via C. Giuliani, Pignataro Maggiore – Terra di Lavoro (CE)
http://temporosso.blog.teknusi.org
www.myspace.com/infoshopgravitz

July 22, 2008

LA DISCARICA A PIGNATARO…

Filed under: ambiente — temporosso @ 4:38 pm

Il sindaco di Pignataro Maggiore, Giorgio Magliocca, davvero non conosce il limite della decenza. L’arroganza e la sfacciataggine con la quale tratta i cittadini di Pignataro e dell’Agro Caleno meritano una risposta ferma, le sue scelte politiche una radicale opposizione sociale. Prima, ha avuto il coraggio di smentire le sue stesse dichiarazioni secondo cui avrebbe fatto “un passo in dietro” relativamente alla costruzione dell’eco-mostro a presunte biomasse che, come tutti sanno, è invece in fase di edificazione. Poi, in barba al rispetto per l’ambiente e per la salute pubblica, apprendiamo notizie sconcertanti in merito alla “piccola discarica” da lui fortemente voluta. È di questi giorni, infatti, la pubblicazione, ad opera del sito www.altocasertano.wordpress.com, di una perizia effettuata da tecnici specializzati sul sito di stoccaggio (vera e prorpia discarica) che Magliocca ha regalato all’Agro Caleno e che si è trasformata in una bomba ecologica, nell’indifferenza generale. Non ci sorprende, per carità, il silenzio di una opposizione in altre faccende affaccendata, né del Prefetto, del Questore o dell’ultimo degli sbirri sempre pronti a rincorrere il più innocuo dei manifestanti ambientalisti ma sempre ciechi di fronte ai disastri di politici ed eco-camorre. Non ci sorprendono le loro inerzie, le loro complicità, ma non per questo siamo disposti ad accettarle. Non accetteremo che, mentre i cittadini lottavano e lottano per i propri diritti calpestati, con la scusa dell’emergenza rifiuti (che è servita solo ad arricchire politici ed affaristi senza scrupoli) qualcuno ha inteso strumentalizzare quelle battaglie al fine di continuare ad avvelenarci in nome dei propri interessi. La perizia, consultabile e di pubblico dominio, evidenzia una situazione agghiacciante: mancanza del telo di tessuto non tessuto sul fondo; il telo impermeabilizzante in HDPE è saldo sul fondo ma nella parte alta è assicurato con picchetti di ferro conficcati nel terrapieno che ne compromettono la tenuta e sopratutto l’impermeabilizzazione; non è mai stata realizzata una platea in cls posta al di sopra del telo in HDPE, per munire l’area di un cordolo perimetrale e effettuare una idonea pendenza; occorreva predisporre un piazzale di manovra degli automezzi, ma in realtà l’unico spazio disponibile risulta essere occupato da composter, rifiuti indifferenziati e multimateriale; non esistono sistemi di convogliamento del percolato; Dalle foto si evince il ristagno delle acque meteoriche che persistevano in fase di ultimazione dei lavori; il sito versa in un evidente stato di degrado, con vegetazione spontanea cresciuta fino a ridosso dell’invaso; occorreva, alla fine delle operazioni giornaliere di stoccaggio, coprire i rifiuti con teli microfessurati, ma tale prescrizione, all’atto di ripetuti sopralluoghi non è mai stata osservata; occorreva effettuare interventi periodici di disinfestazione, disinfezione e derattizzazione ad irrorare la massa di rifiuti con appositi prodotti per l’abbattimento degli odori, ma, si presume, che detta prescrizione non venga osservata, in considerazione degli odori nauseabondi che fuoriescono dall’invaso e i numerosi insetti alati, probabili vettori di infezioni, che infestano l’intera area, e quelle limitrofe; non è mai stato rilevato alcun impianto di illuminazione dell’area; bisognava predisporre un piano antincendio e un primo intervento prevedendo la formazione professionale del personale, ma, durante le operazioni peritali sono stati rilevati soltanto due piccoli estintori scarrellabili, evidentemente insufficienti ad assolvere il primo intervento antincendio, vista anche le numerose tonnellate di rifiuti solidi urbani stoccati nel sito; Infine, occorreva rimuovere tempestivamente i rifiuti sversati sull’area ed allocarli nell’area impermeabilizzata, ma, ancora una volta, tale operazione è stata solo parzialmente eseguita, effettuando una movimentazione di rifiuti senza essere in possesso delle relative autorizzazioni previste dal Decreto Legislativo 152/06 e smi. Inoltre l’area circostante l’invaso risulta essere occupata:
 da composter in cattivo stato di manutenzione, esposti al sole con relativa fuoriuscita di percolato su tutta la superficie;
 da rifiuti cimiteriali i quali vengono depositati fuori dalla suddetta area e bruciati da ignoti;
 da rifiuti multimateriale di provenienza scolastica accantonati in un angolo del piazzale quali banchi, sedie e lavagne;

La situazione sopra descritta impone a tutti, ambientalisti e non, una seria riflessione sulle modalità con le quali il sindaco Magliocca, e molti suoi omologhi di destra e sinistra, intendono gestire il territorio. Noi ci opporremo ai loro scellerati piani, mobilitandoci da subito, informando i cittadini e presidiando il territorio a partire dai prossimi giorni.

June 20, 2008

Filed under: Uncategorized, ambiente — temporosso @ 2:40 pm

Image Hosting by PictureTrail.com

Powered by WordPress