PAGHERETE CARO!!! PAGHERETE TUTTO!!!

Quickpost this image to Myspace, Digg, Facebook, and others!” width=”105″ />La notte del primo maggio, nel centro di Verona, Nicola Tommasoli di 29 anni, viene selvaggiamente aggredito da un branco di facinorosi e finisce in coma. Successivamente, le indagini accerteranno che gli aggressori erano un gruppo di neofascisti, gravitanti nell’orbita di organizzazioni di estrema destra come Forza Nuova. Lo stesso giorno in cui i lavoratori, i precari, i disoccupati ed i movimenti dell’autorganizzazione sociale rilanciavano, nell’aniversario della Festa dei Lavoratori, le lotte per i diritti e per le tutele delle classi deboli, c’era chi, prendendo a pretesto il rifiuto di offrire una sigaretta, sfogava la sua frustrazione con una violenza brutale, gratuita, insensata. Mentre il sole primaverile arrossava i volti di chi, tra mille bandiere e striscioni, sfilava per le vie di Pomigliano d’Arco in solidarietà con i 316 operai trasferiti in un reparto confinio a causa del proprio attivismo sindacale, c’era chi, nell’indifferenza generale, coltivava odio e rancore verso l’immigrato di turno, l’omosessuale di turno o, semplicemente, verso la prima persona indifesa a portata di mano. Prima in cinque contro uno, per dimostrare la loro virilità, e poi la fuga, a testimonianza di quanto coraggio li riempie. Eppure, questi soggetti vengono lasciati liberi di agire. Le avvisaglie non sono certo macate: il 17 aprile in sud Tirolo sedici neofascisti sono finiti in manette per aver compiuto, tra l’altro, atti di violenza su persono indifese, il 24 settembre scorso i carabinieri hanno arrestato un gruppo di neofascisti di Forza Nuova mentre attuavano un agguato contro il “laboratorio occupato Paz” di Bologna. Qust’ultimi sono stati trovati in possesso di una cartografia con foto degli “obiettivi” da colpire, uno schizzo degli interni del “Paz”, tre taniche di circa 14 litri di nitro-diluente antinebbia infiammabile e nocivo, ricetrasmittenti, pistole a gas, una pistola a salve, dieci coltelli a serramanico, tirapugni, due catene di ferro, due bastoni di legno, due pugnali, tre manganelli, ma anche tre baionette, due piedi di porco, un taglierino, due passamontagna e una calza di nylon. Questi sarebbero i bravi ragazzi seguaci di Roberto Fiore che hanno aperto una sede anche a Vitulazio. E mentre a Pignataro Maggiore c’è chi mette sullo stesso piano, in una operazione mista di ignoranza storica e revisionismo, i partigiani che hanno liberato l’Italia e i filo-nazisti dello stato-fantoccio di Salò, mentre il neo-presidente della camera l’(ex)fascista Gianfranco Fini afferma che una bandiera bruciata è più grave dell’omicidio di un giovane innocente, noi ci chiediamo cosa mai dovrà accadere affinchè si reagisca al dilagare di fascismi vecchi e nuovi. Oggi Nicola è morto. Nicola era un bravo ragazzo, sicuramente innocente. E noi continuiamo a chiederci perchè. Continuiamo a non capire il motivo per cui a Vitulazio si vieta agli attivisti di Tempo Rosso di aprire una sala prove per i musicisti dell’Agro Caleno e si permette, invece, l’inaugurazione di un covo neofascista di Forza Nuova, continuiamo a non capire perchè ai carabinieri faccia paura la musica e non gli squadristi, non riusciamo proprio a capire come mai a qualcuno sembra strano che il 25 Aprile Tempo Rosso sia stato in piazza per gridare che questi signori, nella nostra terra, non ci possono stare. Terremo alta la guardia ed organizzeremo iniziative ad oltranza affinchè, sul nostro territorio, la minaccia neofascista venga debellata nell’interesse delle donne e degli uomini di Terra di Lavoro.